“Bagheria Operosa”, un libro in cui Emanuele Nicosia descrive con passione e diligenza la laboriosità dei bagheresi e il loro ricco tessuto di aziende nel periodo 1860 al 1960, ha dato lo spunto per realizzare un bellissimo calendario ell’anno
appena iniziato. Contiene testimonianze e immagini di aziende, imprese e ditte non più esistenti, tanto familiari fino a
qualche decennio fa, poi finite nel dimenticatoio, che oggi imperiosamente riemergono dal fondo della memoria grazie a Pietro Pagano, ex assessore alle Attività produttive, il quale, oltre ad aver dato una grossa mano d’aiuto a Nicosia nella
stesura del libro, ha fortemente voluto la realizzazione del calendario.
Le immagini pubblicizzano le industrie di lavorazione, commercializzazione ed esportazione degli agrumi, dei vini, delle conserve alimentari, fra cui la salsa di pomodoro e la famosa quanto squisita caponata di melanzane in barattolo, ecc. Deliziosi i disegni e i motivi decorativi, per lo più ingenui ma assai efficaci, che avevano il compito, con i loro colori
vivaci sugli involucri e negli imballaggi, di trasmettere in tutto il mondo l’immagine positiva dell’eccellente prodotto bagherese.
Rivedendo quelle immagini, che ora danno emozioni, il pensiero corre ai calendari profumati dei barbieri, anch’essi testimoni di un tempo irrimediabilmente passato. C’è infatti qualche consonanza che lega le donne prosperose e ben dotate, magari con le gambe scoperte, che ammiccano maliziosamente, lontane tuttavia dalla volgarità. “Osservandole – scrive lo stesso Emanuele Nicosia nell’ultima pagina del calendario -, sembrano immagini senza tempo o fuori dal tempo, quasi nate per caso e poi replicate infinite volte per decenni, quando disegno industriale o grafica pubblicitaria erano parole ancora sconosciute e tutt’al più si cominciava a parlare di “Arti decorative industriali”. Infatti di vera arte grafica si trattava, figlia del progresso tecnico, nella misura in cui riusciva a stabilire un ponte tra realtà e fantasia solleticando l’immaginazione della gente”.
Purtroppo si sa poco degli autori di queste pubblicità spesso non firmate e non datate. Vi si riconosce solo il pittore palermitano Alfonso Amorelli (1898-1969) che firma un piccolo capolavoro, l’etichetta della caponata dei Gagliardo.
“Tutto aveva una valenza simbolica in quei disegni”, ci dice ancora Emanuele Nicosia il quale aggiunge:”Il veliero per il bozzetto per Isidoro Aiello & C. (quella di Aiello fu la prima azienda bagherese di esportazione agrumi, ndr) dimostrava le esportazioni della ditta in paesi lontani oltre gli oceani; il cuoco corpulento nell’etichetta per Fratelli Gagliardo
enfatizzava le melanzane nel cestino e la squisita caponata in barattolo; i volti femminili allegri e sorridenti di altre carte trasmettevano al consumatore un messaggio di salute e di benessere.
Tale era il ‘miracolo’ dei prodotti di Bagheria, per chi li produceva e per chi li consumava. E lo stesso valeva per le etichette del vino imbottigliato (qui vediamo il vino Isorella), che fino a poco tempo fa in Sicilia era considerato un articolo di lusso”. Il materiale per la realizzazione del calendario 2012 è stato messo a disposizione dallo stesso Pietro
Pagano, il quale, avendo pure lavorato nel settore agricolo-commerciale, possiede una ricca collezione di documenti e testimonianze. Altro materiale è stato fornito dal fotografo Angelo Restivo e dall’associazione culturale Giuseppe
Bagnera di cui è direttore. Il progetto grafico è stato curato da Massimo Di Salvo.
Articoli simili:

















