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		<title>Mi illumino di meno 2012</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 22:15:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Comunicazione Sociale a cura di Canale 8 &#8211; Tele Ficarazzi per l&#8217;iniziativa promossa da Caterpillar &#8211; Radio 2 in occasione della 5a Edizione della campagna a favore del risparmio energetico &#8220;M&#8217;Illumino Di Meno 2012&#8243;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Comunicazione Sociale a cura di Canale 8 &#8211; Tele Ficarazzi per l&#8217;iniziativa promossa da Caterpillar &#8211; Radio 2 in occasione della 5a Edizione della campagna a favore del risparmio energetico &#8220;M&#8217;Illumino Di Meno 2012&#8243;</p>
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		<title>Aquile Bagheria contro Res Roma</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 22:12:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<title>Grande successo per Quelli di Pittalà</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 09:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bagheria ha fame e sete di cultura. Questa una delle conclusioni fondamentali che si possono trarre da una giornata come quella di sabato 11 febbraio. A partire delle ore 18:00,infatti,ha avuto luogo presso i locali di villa Casaurro l’inaugurazione della nuova sede di “Quelli di Pittalà”. È bene,innanzitutto,sottolineare il termine “nuova”; non è da sottovalutare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.bagheriasette.it/wp-content/uploads/2012/02/concerto-pittala.jpg" width="240" />
		</p><p><a href="http://www.bagheriasette.it/wp-content/uploads/2012/02/inaudurazione-pittala.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1458" style="margin: 21px;" title="inaugurazione pittala" src="http://www.bagheriasette.it/wp-content/uploads/2012/02/inaudurazione-pittala-300x137.jpg" alt="" width="240" height="110" /></a>Bagheria ha fame e sete di cultura. Questa una delle conclusioni fondamentali che si possono trarre da una giornata come quella di sabato 11 febbraio. A partire delle ore 18:00,infatti,ha avuto luogo presso i locali di villa Casaurro l’inaugurazione della nuova sede di “Quelli di Pittalà”. È bene,innanzitutto,sottolineare il termine “nuova”; non è da sottovalutare, dunque, che questa è un’ulteriore tappa di un’associazione che in poco più di sei mesi ha compiuto una rapida ascesa durante la quale,tuttavia,non sono mancati ostacoli e difficoltà. Nonostante questo, Quelli di Pittalà aprono nuovamente il sipario con un’inaugurazione che accoglie un ingente numero di partecipanti malgrado il mancato appoggio delle condizioni meteorologiche. L’evento è stato aperto dal giovane presidente Adalberto Catanzaro al quale sono seguiti gli interventi dei soci Elisa Martorana e Roberto Prestigiacomo e di Pina Castronovo;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.bagheriasette.it/wp-content/plugins/adrotate/adrotate-out.php?track=MTAsMSwwLGh0dHA6Ly93d3cuc2ljaWxpYWNyZWF0aXZhLmNvbS9zdG9yZS9pbmRleC5waHA/cm91dGU9cHJvZHVjdC9wcm9kdWN0JmFtcDtwcm9kdWN0X2lkPTYw"><img src="" /></a></p>
<p>dalle parole di questi ultimi è emerso l’entusiasmo verso un percorso che adesso è ufficialmente all’inizio,un inizio che racchiude la consapevolezza di quello che già è stato fatto e di quello che è ancora da fare. Nell’attesa del proseguimento del pomeriggio i partecipanti hanno avuto il piacere di ammirare la galleria adibita da poco tempo e in cui si trovano al momento esposte opere di artisti come Rosario Tornese,Francesco Sciortino, Francesco Bartolone,Mimmo Schimmenti,Carmelo Guzzetta,Laura Genovese,Lia Biondolillo,Giacoma Lo Coco,Enzo Puleo,Giacomo Sciortino,Roberto Prestigiacomo e Giuseppe Spinelli.</p>
<p>Purtroppo,a causa dell’inaspettata presenza di un notevole numero di partecipanti,non è stato possibile a tutti visitare la galleria e, pertanto, i locali rimarranno aperti per altri dieci giorni in modo da permettere a chiunque volesse di apprezzare per la prima volta le opere esposte o di farlo con più calma a chi ha già avuto modo di osservarle nel corso dell’inaugurazione. L’iniziativa,inoltre, ha suscitato interesse non solo a livello locale tanto da avere attirato l’attenzione di numerose testate giornalistiche. A riscuotere grande successo sono state anche le esibizioni teatrali degli allievi di Carlo D’Aubert che hanno intrattenuto i partecipanti dapprima nel pomeriggio e poi con “Miseria e nobiltà” sino a tarda ora. Tuttavia,la “giornata Pittalà” non finisce qui; l’associazione,infatti, non ha smentito la propria attitudine verso l’accoglienza di ogni qualsivoglia forma di arte e dunque,dopo il teatro l’esibizione musicale di Francesco Maria Martorana è stata acclamata dal grande pubblico. A sorpresa la serata si è conclusa con la nomina a socio onorario per Arrigo Musti, Francesco Maria Martorana, Carlo D’Aubert e Maurizio Padovano,quattro personalità che hanno partecipato attivamente alla giornata e che si sono sempre rivelate fondamentali sostenitrici dell’associazione. Le iniziative, però, non si sono esaurite nel corso di sabato 11 febbraio, ma sono proseguite anche il giorno dopo.</p>
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<p>nfatti,nella seconda parte di domenica pomeriggio si è svolta <strong>“La domenica del poeta”</strong>, una delle ultime idee messe in atto dai soci. Durante questo primo incontro Agostino Portanova ha presentato il suo ultimo libro <strong>“Storia del movimento sindacale in Sicilia dal 1944 al 1969”</strong>;  in occasione dei prossimi appuntamenti questo spazio sarà riservato ad altri esponenti della letteratura siciliana e verrà animato da ospiti che saranno invitati di volta in volta.</p>
<p>Dunque, se è vero che &lt;cultura&gt; dal latino &lt;colere&gt; significa anche &lt;attendere con cura&gt;, <strong>Quelli di Pittalà</strong> sono riusciti con cura,tenacia e determinazione a raggiungere una tappa che si prospetta come l’inizio di un lungo cammino. Fenomeno Pittalà? Adesso forse sarebbe più opportuno parlare di “realtà Pittalà”.</p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>Marika Schiavo</strong></em></p>
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		<title>Anniversario fondazione &#8220;Casa dei Giovani&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 16:51:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 3 febbraio 2012 nella città di Matera, giornata di festa per celebrare i venti anni della fondazione della “Casa dei giovani” della città. Accanto a Padre Salvatore Lo Bue, fondatore  del centro, alle rappresentanze più alte delle istituzioni della regione Basilicata, presenti il presidente del Consiglio comunale di Bagheria Caterina Vigilia che ha voluto  intervenire, insieme a due rappresentanti del Consiglio comunale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.bagheriasette.it/wp-content/uploads/2012/02/caterinavigilia.jpg" width="240" />
		</p><p><a href="http://www.bagheriasette.it/wp-content/uploads/2012/02/caterinavigilia.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1454" style="margin: 21px;" title="Caterina Vigilia" src="http://www.bagheriasette.it/wp-content/uploads/2012/02/caterinavigilia-245x300.jpg" alt="" width="147" height="180" /></a>Il 3 febbraio 2012 nella città di Matera, giornata di festa per celebrare i venti anni della fondazione della “Casa dei giovani” della città. Accanto a Padre Salvatore Lo Bue, fondatore  del centro, alle rappresentanze più alte delle istituzioni della regione Basilicata, presenti il presidente del Consiglio comunale di Bagheria Caterina Vigilia che ha voluto  intervenire, insieme a due rappresentanti del Consiglio comunale e al Segretario Generale Domenica Ficano, per testimoniare la vicinanza della città a padre Lo Bue e agli operatori della “Casa dei Giovani” di Matera.</p>
<div class="woo-sc-quote"><p>Caterina Vigilia: Bagheria la prima città con un regolamento dei beni confiscati</p></div>
<p>Venti anni di attività con risultati e traguardi di rilievo restituendo ai tanti giovani che sono stati ospiti, un primo approccio alla “normalità” e consegnando gli strumenti necessari per un ritorno alla quotidianità di un’esistenza più serena.  Caterina Vigilia,alla luce dell’intervento che ha voluto regalare alla platea di Matera, dichiara: ” Mi sono sentita particolarmente<br />
emozionata ed orgogliosa di rappresentare il Comune di Bagheria perché proprio Bagheria è la città dove è sorta la prima<br />
“Casa dei Giovani”.</p>
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<p>Intendo sottolineare l’importanza del percorso di educazione alla “felicità” e alla legalità in un territorio come quello di<br />
Bagheria spesso molto ostile dove si trovano forme di resistenza alla non legalità difficili da estirpare.<br />
Sono stata fiera di poter dire ai cittadini di Matera che Bagheria è il primo comune dove è stato approvato un regolamento dei beni confiscati alla mafia destinando già al centro di padre Lo Bue alcuni locali di Via Filippo Buttitta .<br />
L’impegno della Presidenza del Consiglio è quello di completare l’iter di definizione del percorso per il centro di accoglienza che rappresenta un filtro fondamentale prima dell’ingresso nelle case terapeutiche.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.bagheriasette.it/wp-content/plugins/adrotate/adrotate-out.php?track=MTAsMSwwLGh0dHA6Ly93d3cuc2ljaWxpYWNyZWF0aXZhLmNvbS9zdG9yZS9pbmRleC5waHA/cm91dGU9cHJvZHVjdC9wcm9kdWN0JmFtcDtwcm9kdWN0X2lkPTYw"><img src="" /></a></p>
<p>Le istituzioni bagheresi, vicine a questo percorso di legalità, hanno già destinato, in tempi passati, una parte dei locali comunali di Via Mattarella proprio alla Casa dei giovani. Un particolare ringraziamento allora non solo al fondatore ma a<br />
quanti giornalmente, operatori e professionisti, sono impegnati al recupero di tanti giovani indirizzandoli a compiere importanti scelte esistenziali.”</p>
<p style="text-align: right;">Ufficio Stampa Bagheria</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.bagheriasette.it/wp-content/plugins/adrotate/adrotate-out.php?track=MjksMywwLGh0dHA6Ly93d3cuc2ljaWxpYWNyZWF0aXZhLmNvbS9pbmRleC5waHA/cm91dGU9cHJvZHVjdC9wcm9kdWN0JmFtcDtwcm9kdWN0X2lkPTkw" target="_blank"><img src="http://www.bagheriasette.it/wp-content/uploads/2011/09/250volantini.jpg" /></a>    <a href="http://www.bagheriasette.it/wp-content/plugins/adrotate/adrotate-out.php?track=MjYsMywwLGh0dHA6Ly93d3cuc2ljaWxpYWNyZWF0aXZhLmNvbS9pbmRleC5waHA/cm91dGU9cHJvZHVjdC9wcm9kdWN0JmFtcDtwcm9kdWN0X2lkPTg2"><img src="http://www.bagheriasette.it/wp-content/uploads/2011/09/siciliacreativa250-penne.png" /></a></p>
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		<title>Edoardo Vaghetto argento alla maratona di Siracusa</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 17:06:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Edoardo Vaghetto, atleta amatore dell’Atletica Bagheria, il 29 gennaio scorso ha conquistato la medaglia d’argento nella 13^ edizione della maratona di Siracusa.L’ammirevole Vaghetto, per il quale non sappiamopiù trovare aggettivi che qualifichino le sue performance, ha coperto i classici 42,195 km del percorso in 4 ore e mezzo. Un tempo veramente eccellente, l’ha definito il suo allenatore, il professore Tommaso Ticali, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.bagheriasette.it/wp-content/uploads/2012/02/vaghetto.jpg" width="240" />
		</p><p><a href="http://www.bagheriasette.it/wp-content/uploads/2012/02/vaghetto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1449" style="margin: 21px;" title="vaghetto" src="http://www.bagheriasette.it/wp-content/uploads/2012/02/vaghetto.jpg" alt="" width="152" height="143" /></a>Edoardo Vaghetto, atleta amatore dell’Atletica Bagheria, il 29 gennaio scorso ha conquistato la medaglia d’argento nella 13^ edizione della maratona di Siracusa.L’ammirevole Vaghetto, per il quale non sappiamopiù trovare aggettivi che qualifichino le sue performance, ha coperto i classici 42,195 km del percorso in 4 ore e mezzo. Un tempo veramente<br />
eccellente, l’ha definito il suo allenatore, il professore Tommaso Ticali, il quale ha aggiunto che “la gara nell’antica città della Magna Grecia rientra nel programma di allenamento che il nostro atleta ha predisposto per partecipare all’edizione<br />
2012 della 100 km del Passatore (Firenze-Faenza) prevista nei giorni di 26/27 maggio”.</p>
<p style="text-align: right;">G.Fumia</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.bagheriasette.it/wp-content/plugins/adrotate/adrotate-out.php?track=MjYsMywwLGh0dHA6Ly93d3cuc2ljaWxpYWNyZWF0aXZhLmNvbS9pbmRleC5waHA/cm91dGU9cHJvZHVjdC9wcm9kdWN0JmFtcDtwcm9kdWN0X2lkPTg2"><img src="http://www.bagheriasette.it/wp-content/uploads/2011/09/siciliacreativa250-penne.png" /></a>      <a href="http://www.bagheriasette.it/wp-content/plugins/adrotate/adrotate-out.php?track=MjYsMywwLGh0dHA6Ly93d3cuc2ljaWxpYWNyZWF0aXZhLmNvbS9pbmRleC5waHA/cm91dGU9cHJvZHVjdC9wcm9kdWN0JmFtcDtwcm9kdWN0X2lkPTg2"><img src="http://www.bagheriasette.it/wp-content/uploads/2011/09/siciliacreativa250-penne.png" /></a></p>
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		<title>La scuola dei Ducato: Una bella storia bagherese da tramandare</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 16:52:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[L’editoriale di questa settimana non possiamo non dedicarlo alla figura di Giuseppe Ducato, ultimo dei quattro fratelli pittori di carretti famosi in tutto il mondo che si  è spento, all’età di 83 anni, sabato scorso. Una grave perdita per la nostra comunità cittadina, perché con Giuseppe Ducato scompare anche l’ultimo alfiere di una forma di altissimo artigianato, ma forse sarebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.bagheriasette.it/wp-content/uploads/2012/02/ducato.jpg" width="240" />
		</p><p>L’editoriale di questa settimana non possiamo non dedicarlo alla figura di Giuseppe Ducato, ultimo dei quattro fratelli pittori di carretti famosi in tutto il mondo che si  è spento, all’età di 83 anni, sabato scorso. Una grave perdita per la nostra comunità cittadina, perché con Giuseppe Ducato scompare anche l’ultimo alfiere di una forma di altissimo artigianato, ma forse sarebbe meglio parlare di pura e semplice Arte pittorica: una storia lunga e gloriosa quella della Scuola Ducato, avviatasi alla fine del secolo XVIII.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.bagheriasette.it/wp-content/uploads/2012/02/ducato.jpg"><img class=" wp-image-1444 aligncenter" title="ducato" src="http://www.bagheriasette.it/wp-content/uploads/2012/02/ducato-1024x308.jpg" alt="" width="491" height="148" /></a></p>
<p>La grande intuizione del capostipite Michele, padre dei quattro formidabili «Ducato Bros.», di aprire a Bagheria una bottega di pittori di carretti e soprattutto l’«impareggiabile abilità» - con queste parole definì Renato Guttuso, Ducato e i suoi quattro figli – riuscirono ad imporsi come la migliore<br />
scuola di pittura di carretto, esportando questa straordinaria forma artistica fuori dai confini isolani e addirittura<br />
nazionali.</p>
<div class="woo-sc-quote"><p>Dopo la scomparsa di Giuseppe Ducato, si tributi il giusto omaggio a questi straordinari artisti</p></div>
<p>Il carretto siciliano con i Ducato è diventato negli anni un emblema, un simbolo di una Sicilia dal forte tratto identitario. I colori vivaci, i tratti marcati delle figure rappresentate sulle sue fiancate hanno incantato il mondo, hanno raccontato di una terra baciata dal sole, in cui anche i più umili contadini avevano innato un gusto per il bello e per l’arte, frutto di secoli di convivenza con le nobili corti palermitane che trascorrevano la propria villeggiatura nelle residenze di quella Bagarìa destinata col tempo a partorire artisti che con le immagini, con i colori, con la luce della propria terra hanno fatto innamorare  di sé il mondo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.bagheriasette.it/wp-content/plugins/adrotate/adrotate-out.php?track=MTgsMywwLGh0dHA6Ly93d3cuYmFnaGVyaWFzZXR0ZS5pdC9iYWdoZXJpYXNldHRlLXN1aS1jZWxsdWxhcmk"><img src="" /></a>      <!-- codice circuito aruba media marketing -->
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<p>Giuseppe Ducato, come anche i suoi indimenticati fratelli, apparteneva a quella categoria di artisti che oltre al grande talento sono dotati di un’altissima umiltà: una vita certosina, lontana dalle lusinghe dei salotti buoni,  sempre a contatto con la propria gente, forse il modo migliore questo per mantenere pura la propria arte, preservandola da contaminazioni che ne stravolgessero l’anima. Lunedì scorso alle esequie, è stata rimarcata l’assenza ufficiale della Città di Bagheria, con le sue più alte cariche istituzionali ed i suoi simboli. Una polemica rilanciata anche dal pulpito della Chiesa di San Pietro<br />
Apostolo durante l’omelia del sacerdote Luciano Catalano.</p>
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<p> Su internet, numerosi messaggi di sdegno per questa grave manchevolezza da parte dell’Amministrazione comunale e delle sue più alte cariche. Polemiche su polemiche a creare baccano quando sarebbe stato più opportuno, almeno per una volta, almeno questa volta, mettere da parte gli istinti polemici, anche se mossi da giuste – ed in questo caso lo  erano – motivazioni.  Il primo errore si è commesso, il Sindaco in persona ha formalmente chiesto scusa per questa grave negligenza, motivando con un fraintendimento sull’orario delle esequie. Adesso non se ne commetta un secondo più grave, gettando nel dimenticatoio l’esperienza e la storia della Scuola Ducato, lasciando che il tempo cancelli  soprattutto nei più giovani la memoria di ciò che hanno rappresentato quei quattro fratelli.</p>
<p>Le proposte già avanzate sono tante e tutte encomiabili. Ne sottoponiamo alcune all’attenzione  dell’Amministrazione e dei cittadini. Affascinante l’idea di realizzare un museo del carretto siciliano intestato ai Fratelli Ducato, magari partendo dalla sezione già esistente ospitata a Villa Cattolica, insieme all’allestimento di una casa museo e magari alla riproduzione della stessa bottega. C’è anche chi ha proposto una catalogazione dei carretti Ducato in vista di una apposita pubblicazione, o anche il semplice restauro dell’affresco di Via Palagonia. Le idee non mancano, noi ci auguriamo che si faccia tutto il possibile, anche con i pochi mezzi finanziari a disposizione, per rendere il giusto tributo ed omaggio<br />
alla scuola Ducato ed al suo ultimo esponente, onorandone la memoria con la conservazione e la valorizzazione<br />
della loro impareggiabile opera.</p>
<p style="text-align: right;">L&#8217;editoriale del &#8220;Settimanale di Bagheria&#8221;</p>
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		<title>Mazzette per accelerare l&#8217;iter delle pensioni: arrestati in cinque</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 08:43:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[In prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono stati arrestati in cinque per concussione. Chiedevano il 10% per accelerare l&#8217;inter delle pensioni di invalidità. Il meccanismo sembrava essere ben oleato. Tre persone avvicinavano le vittime e le convincevano ad accettare il pagamento di una quota per ricevere prima quanto loro spettava, il funzionario presso la Prefettura intercettava il fascicolo è lo &#8220;spingeva&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.bagheriasette.it/wp-content/uploads/2012/02/inps.jpg" width="240" />
		</p><p><a href="http://www.bagheriasette.it/wp-content/uploads/2012/02/inps.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1440" style="margin: 21px;" title="inps" src="http://www.bagheriasette.it/wp-content/uploads/2012/02/inps-300x220.jpg" alt="" width="180" height="132" /></a>Sono stati arrestati in cinque per concussione. Chiedevano il 10% per accelerare l&#8217;inter delle pensioni di invalidità. Il meccanismo sembrava essere ben oleato. Tre persone avvicinavano le vittime e le convincevano ad accettare il pagamento di una quota per ricevere prima quanto loro spettava, il funzionario presso la Prefettura intercettava il fascicolo è lo &#8220;spingeva&#8221; in avanti mentre il funzionario Inps presso la sede di Bagheria liquidava il compenso celermente saltando la &#8220;fila&#8221;. Il quadro degli inquirenti sembra chiaro e sono almeno 9 i casi di &#8220;spintarella&#8221; nelle pratiche e non è escluso che ce ne siano altri. Per il pubblico ministero si tratta di associazione a delinquere con lo scopo della concussione. Le indagini hanno preso il via con la denuncia di una madre a cui è stata chiesta la tangente per accelerare la pratica della figlia diciottenne portatrice di handicap.</p>
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		<title>Disoccupato picchia il Sindaco di Villabate</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 09:31:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[In prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Sindaco]]></category>
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		<description><![CDATA[Era andato al comune per chiedere un aiuto economico ma di fronte alle braccia aperte del Sindaco di Villabate è andato su tutte le furie scagliando un pugno in piena faccia al primo cittadino. La disavventura è capitata a Gaetano Di Chiara, sindaco del comune di Villabate, che è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso dell&#8217;Ospedale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.bagheriasette.it/wp-content/uploads/2012/02/di-chiara.jpg" width="240" />
		</p><p><a href="http://www.bagheriasette.it/wp-content/uploads/2012/02/di-chiara.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1436" style="margin: 21px;" title="di chiara" src="http://www.bagheriasette.it/wp-content/uploads/2012/02/di-chiara-300x224.jpg" alt="" width="210" height="157" /></a>Era andato al comune per chiedere un aiuto economico ma di fronte alle braccia aperte del Sindaco di Villabate è andato su tutte le furie scagliando un pugno in piena faccia al primo cittadino. La disavventura è capitata a Gaetano Di Chiara, sindaco del comune di Villabate, che è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso dell&#8217;Ospedale Buccheri La Ferla di Palermo. Il disoccupato è stato denunciato per l&#8217;aggressione. Un atto di violenza che dimostra le difficoltà giornaliere dei sindaci che, senza adeguate risorse finanziarie, non possono svolgere nessun compito. L&#8217;allarme viene lanciato dall&#8217;associazione dei comuni siciliani che indica come i sindaci siano sempre più isolati e in pericolo di aggressioni per la crescente emergenza sociale che vive la nostra terra. Atti come quello successo a Di Chiara non sono nuovi in Sicilia e gli amministratori locali sono costretti  a chiudere i rubinetti del sociale per i continui tagli ai trasferimenti o alla riduzione delle entrate fiscali locali. La redazione del &#8220;Settimanale&#8221; esprime solidarietà al sindaco Di Chiara.</p>
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		<title>Assedio alla toga. Il libro di Nino Di Matteo</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 09:28:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri & Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[giudici]]></category>
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		<description><![CDATA[“Ci sono momenti in cui il magistrato deve trovare il coraggio di esporsi, denunciando chiaramente e pubblicamente il grave pericolo che incombe sull’effettiva tenuta di alcuni valori costituzionali”: così esordisce il giudice Antonino Di Matteo nella lunga intervista concessa al giornalista Loris Mazzetti, che costituisce il cardine del libro “Assedio alla toga”, pubblicato nel dicembre 2011 dall’editore Aliberti. Nino Di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.bagheriasette.it/wp-content/uploads/2012/02/assedio-alla-toga.jpg" width="240" />
		</p><p><a href="http://www.bagheriasette.it/wp-content/uploads/2012/02/assedio-alla-toga.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1431" style="margin: 21px;" title="assedio alla toga" src="http://www.bagheriasette.it/wp-content/uploads/2012/02/assedio-alla-toga-300x225.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a>“Ci sono momenti in cui il magistrato deve trovare il coraggio di esporsi, denunciando chiaramente e pubblicamente il grave pericolo che incombe sull’effettiva tenuta di alcuni valori costituzionali”: così esordisce il giudice Antonino Di Matteo nella lunga intervista concessa al giornalista Loris Mazzetti, che costituisce il cardine del libro “Assedio alla toga”, pubblicato nel dicembre 2011 dall’editore Aliberti. Nino Di Matteo &#8211; sostituto procuratore presso la Direzione<br />
Distrettuale Antimafia del Tribunale di Palermo, Presidente della Giunta Distrettuale dell’Associazione Nazionale Magistrati, pubblico ministero nei processi a carico del Presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro, del senatore Marcello Dell’Utri, del maresciallo dei carabinieri Antonio Borzacchelli, del generale dei carabinieri Mario Mori , citandone solo alcuni– chiarisce che “il nodo tra mafia e politica, più che mai in questo particolare momento storico, è il<br />
cuore del problema.” Nel dialogo tra il magistrato – che ha incontrato i ragazzi della nostra scuola nel corso di un seminario di alto valore formativo lo scorso maggio – ed il giornalista, si fondono le note personali di una coscienza fortissima e limpida con l’acuta capacità di analisi del giudice, nutrita di competenza ed esperienza professionale<br />
ormai ventennale in materia di criminalità organizzata di stampo mafioso e del suo vischioso intreccio con le istituzioni dello Stato.</p>
<div class="woo-sc-quote"><p>La lotta alla mafia come &#8220;catarsi etica&#8221; Nel libro &#8220;Assedio alla toga&#8221; del giudice Nino Di Matteo</p></div>
<p>Il lettore non può restare passivo, non riesce a tirarsene fuori: rimane coinvolto in una sfida intellettuale ed ancor prima etica al retaggio antico della rassegnazione, alla tentazione dell’indifferenza per convenienza o quieto vivere, al torpore del disimpegno che è già resa. Il giudice Di Matteo – che i nostri ragazzi hanno apprezzato per il rispetto dell’ascolto e l’attenzione al dialogo – ha il merito di usare la parola come selce, con la chiarezza cristallina, nitida, tagliente di chi<br />
conosce con rigore ed accuratezza la verità dei fatti; tra le pagine del libro si dipana lo scenario complesso, inquietante di un’organizzazione criminale, quella mafiosa, che non è mai stata riducibile alla sua ala militare, alla manovalanza violenta dedita ai reati di sangue, di estorsione, di spaccio e che non si è mai fermata all’obiettivo della contrapposizione frontale allo stato, perseguendo piuttosto quello della convivenza con esso: oltre, contro gli stereotipi e le  semplificazioni, il lettore comprende come la mafia, già dalle sue origini, ha coltivato un volto rispettabile, il volto dei “colletti bianchi”, professionisti, politici, imprenditori affiliati, associati o collusi con il sistema criminale: da questa rete torbida, vischiosa, meschina di rapporti ed appoggi Cosa nostra ha avuto crescente possibilità in questi decenni<br />
di legalizzare i suoi capitali, inquinando il mercato (l’enorme volume d’affari annuale della mafia è stato calcolato in 150 miliardi di euro) e di condizionare pesantemente l’attività politica, sia sul piano delle decisioni delle amministrazioni locali, sia sul piano della stessa attività legislativa nazionale.</p>
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<p>L’omicidio del deputato democristiano Salvo Lima, nel marzo 1992 o l’accertata preparazione di attentati negli stessi mesi nei confronti di alcuni ministri siciliani, sono stati spiegati dagli inquirenti come la risposta vendicativa da parte dei vertici di Cosa nostra nei confronti di politici che avevano “tradito” l’impegno di rispondere sul piano legislativo al favore dell’elezione.</p>
<p>Ma Cosa nostra si insinua e si alimenta anche negli enti locali, a partire dai Comuni, dove tende a nutrirsi da parassita del denaro pubblico attraverso il concorso di funzionari ed amministratori infedeli, responsabili di reati apparentemente meno efferati dell’associazione mafiosa, ma utilissimi alla mafia per avere le “chiavi di accesso” nelle istituzioni, dalla corruzione all’abuso d’ufficio alla turbativa d’asta.</p>
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<p>Il dialogo tra Mazzetti ed il giudice Di Matteo mette a fuoco, tra tante questioni di rilevanza civile, l’ipotesi della “trattativa” tra lo Stato e la mafia, agli inizi degli anni Novanta, di cui si sta occupando il processo Mori, e ripercorre i giorni gravissimi degli attentati di Capaci e via D’Amelio, raccontati con l’intensità dell’esperienza personale, diretta: Di Matteo confida al giornalista di aver indossato per la prima volta la toga nella camera ardente allestita per Giovanni Falcone e rievoca la tempesta di stati d’animo vissuti al cospetto delle bare di coloro che egli considerava maestri e simbolo del riscatto civile della Sicilia. Tra i temi approfonditi nell’intervista, anche le puntuali e severe riserve del magistrato nei confronti delle riforme avviate dal governo Berlusconi nei mesi scorsi in materia di giustizia, ed in particolare il progetto di riforma costituzionale: punitivo nei confronti della magistratura, ma più ampiamente lesivo di un caposaldo del nostro sistema democratico, quale la separazione tra i poteri dello stato; le riforme, qualora attuate, rischiano di ridurre l’indipendenza della magistratura e di esporla al condizionamento del potere politico, della maggioranza parlamentare, rendendo così più fragile il principio costituzionale dell’uguaglianza di tutti i cittadini dinanzi  alla legge.</p>
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<p>Il giudice Di Matteo definisce la lotta alla mafia “una catarsi etica”, una conversione della coscienza civile di tutti i cittadini: non basta l’azione repressiva delle forze dell’ordine e della magistratura, preziosa ed insostituibile, seppur venata sovente dall’amarezza della disattenzione, se non della delegittimazione da parte della grande politica, pronta ad arrogarsi i meriti delle operazioni più efficaci, ma superficiale e talvolta ostile nei confronti delle reali esigenze  professionali ed organizzative di militari e giudici: perché la mafia giunga alla sua conclusione – prevista da Giovanni Falcone, di certo non legata inesorabilmente all’essenza e al destino del popolo siciliano – è necessario anzitutto abbattere la sub-cultura da cui la mafia trae linfa, composta da rassegnazione, pregiudizi, miti intorno a Cosa nostra. A ciascuno è richiesto un impegno possibile, concreto, ordinario: l’impegno dell’onestà senza scorciatoie, della vigilanza informata, attingendo a fonti di informazione rigorose e libere; il coraggio della denuncia dinanzi ad ogni “notizia di reato”, della resistenza civile alle estorsioni, del “consumo critico” a sostegno degli imprenditori esposti; l’impegno del discernimento vigoroso, nell’esercizio sovrano del voto, nei confronti di candidati che dovrebbero – triste, inquietante anomalia del nostro paese – pagare non solo in un’aula di tribunale, ma anche con sanzioni politiche la frequentazione, addirittura l’amicizia e l’accordo con l’organizzazione mafiosa anziché paradossalmente essere promossi a ruoli rappresentativi e istituzionali di primissimo piano.</p>
<p>Questa è una terra nella quale – come in poche altre – i confini tra bene e male appaiono sfumati, lievi, confusi, nella quale l’amico di giochi, il collega d’ufficio, il candidato votato si  possono svelare d’improvviso (o si erano già intuiti) pedine o registi di giochi criminali indecenti.<br />
Questa è una terra nella quale bene e male spesso si mescolano, si confondono, quasi si somigliano, in cui convivono, su fronti opposti, magistrati collusi e magistrati dall’esistenza blindata che incarnano lo stesso eroismo dei loro maestri; le medesime istituzioni sono ora rappresentate da servitori fedeli dello stato ora occupate da figure grigie: in questa terra si commemora Piersanti Mattarella, Presidente della Regione siciliana, ucciso per aver contrastato il controllo mafioso<br />
sugli appalti pubblici, ed un altro Presidente viene  portato alla sbarra, generali dei carabinieri muoiono, uccisi per il loro efficiente coraggio e per la lontananza dello Stato – primo tra tutti il Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa – ed altri si svelano complici della latitanza di Provenzano.</p>
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<p>Questa è una terra nella quale ciascuno di noi potrebbe trovarsi da una parte o da quella avversa, nella quale affilare la lama del giudizio  serve, ma non basta, se poi quella lama si ripone nel fodero, per  tranquillità o convenienza, ad occhi socchiusi, se non la si tiene in pugno, per districarsi nella selva, per tagliare i rami immondi di conoscenze e riverenze, per circoscrivere, con forza e speranza, il proprio spazio d’azione. La mafia è Cosa nostra: ci riguarda, ancora ci appartiene, ci danneggia, ci umilia, ci sfida. Ritrovare l’onore – che non risiede certo nella rispettabilità di chi semina paura, ma nell’impegno della libertà regolata dai princìpi del diritto – è l’antimafia quotidiana, l’antimafia di tutti, quella che consentirà un giorno ai magistrati di non vivere blindati, ai loro e nostri maestri di non morire per mano di vigliacchi.</p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>Maria Di Chiara</strong></em><br />
<em><strong>Docente Liceo Classico “F. Scaduto” &#8211; Bagheria </strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il fiore in bocca: la rubrica di Cenzi Caruso</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 07:29:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terza pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Cenzi Caruso]]></category>
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		<description><![CDATA[Ha preso il via la rubrica “Il fiore in Bocca”. Giàsono pervenute le prime mail seguite dal commentodella saggia Cenzi Caruso. Il tema, che saràriproposto anche per la prossima settimana, è il seguente: “Il bene trascende la dimensione dell’uomo?” In questo tempo il benessere dell’individuo molto spesso coincide con il soddisfacimento dei desideri materiali. Come è cambiato nel tempo il concetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
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della storia dell’uomo, il bene irrinunciabile sicuramente è il denaro.<br />
-Si specula sulle tragedie umane, il terremoto dell’Aquila ne è un esempio. Un altro aspetto importante per la donna ma anche per l’uomo è la cura del proprio aspetto fisico, pratica divenuta indispensabile visto che il criterio primo con cui si valuta un individuo è quello decorativo, di superficie. La bellezza come strumento. Creme, lifting, botulino, diete esagerate, plastica, tanta plastica, tanto che si finisce con non riconoscersi e si corre il rischio di diventare aliene a se stessi. E l’anima? Che ne pensate?<br />
<strong>Ecco le note dei lettori e i commenti di Cenzi.</strong><br />
1) In questo preciso momento sono tante le risposte che si potrebbero dare.Per qualcosa che mi è successo proprio stamani a mio giudizio &#8220;il bene&#8221; è la non superficialità. L&#8217;essere attenti al benessere e alla serenità altrui e qualcosa che arricchisce l&#8217;anima. Quotidinamente sentiamo dai media, di persone che muore, che subisce violenze, che viene uccisatra l&#8217;indifferenza totale di tutti. Personalmente per la superficialità del mio datore di lavoro io ed altre settanta persone abbiamo perso il lavoro; molti di loro non avendo nessuno che possa aiutarle si sono rivolte alla Caritas<br />
Cittadina. Sono sdegnata e arrabbiata con le Istituzioni che rimangono indifferenti a questo stato di cose<br />
Giusi</p>
<p><strong>E&#8217; scritto che Diogene andasse per le strade di giorno con una lanterna alla ricerca dell&#8217;uomo. </strong></p>
<p><strong></strong>2) Lei parla di trascendenza, di anima, di valori. Ma come faccio a pagare il conto del ristorante per il diciottesimo anno di mio figlio? Non voglio deluderlo.Ogni giorno quando torna da scuola la lista aumenta e a me manca il respiro.<br />
Matteo.</p>
<p><strong>La creazione di modelli indotti dalla pubblicità, crea nella società attuale falsi bisogni e chi ne fa le spese sono i soggetti </strong><strong>più deboli o con pochi punti di riferimento che vede nel jeans firmato, nelle feste di compleanno o in un vestito indossato </strong><strong>dalla sua beniamina la realizzazione effimera di valori al ribasso. Questa che stiamo vivendo è la società del consumismo </strong><strong>e dell&#8217;apparire costi quel che costi,dove l&#8217;anima, se c&#8217;è, è bendata con lustrini e paillettes. Proponga una serata a casa intorno al tavolo della cucina a giocare a risico,e una torta fatta a casa,con gli amici, quelli veri, che non sono 150. Auguri</strong></p>
<p><strong></strong>3) Il bene trascende la dimensione dell&#8217;uomo? Com&#8217;è cambiato nel tempo il concetto di bene&#8230; Nel ritmo frenetico della vita odierna ci si incontra e si parla con tanta gente ma chissà perché spesso, a dispetto dei numerosi contatti di persona,<br />
telefonici, mail ed altro, si finisce poi col sentirsi soli&#8230; Credo che il bene faccia senz&#8217;altro parte della nostra dimensione umana e che non dovremmo mai desistere dal conseguirlo solo che lo cerchiamo dove non può esserci&#8230;. non può esistere nel soddisfacimento dei desideri materiali o nella fugacità o peggio nella falsità dei rapporti interpersonali<br />
perchè basterebbe avere tanto benessere e tante conoscenze. Penso che il motivo di tanta infelicità stia nell&#8217;ignorare il proprio io e nella pessima qualità delle relazioni umane.</p>
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<p>L&#8217;uomo, come qualcuno ha detto, è un animale sociale e come tale non può prescindere dai rapporti con gli altri ma io aggiungo che quest&#8217;animale è anche &#8220;spirito&#8221;, vale a dire mente,<br />
intelletto, sentimento, coscienza, un elemento che fa parte della sua individualità ma che nulla ha a che fare con la sua dimensione materiale. Pertanto, è mia opinione che il bene sia riuscire finalmente a conoscere noi stessi e instaurare sinceri rapporti con il prossimo. Ma guardare dentro di noi significa anche accettare i nostri limiti e spogliarci del nostro ego volgendo il nostro sguardo verso gli altri, condividendo i loro sentimenti e bisogni. Parliamo tanto ma abbiamo smesso di guardare dritto negli occhi del nostro interlocutore.</p>
<p>Quanti conflitti si potrebbero risolvere se solo ci fermassimo a riflettere che &#8220;gli altri&#8221; non sono &#8220;cose&#8221; ma esseri dotati di un&#8217;anima e come tali da rispettare e difendere come noi stessi! Sofia</p>
<p><strong>Il paradigma culturale sta cambiando e di conseguenza si modificano anche quei valori che si pensavano immutabili.</strong><br />
<strong> Sta nell&#8217;individuo trovare nuovi equilibri e determinare tutte quelle virtù che esaltano e distinguono l&#8217;umanità. </strong></p>
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<p>4) Oggi dai pescatori di Porticello ho guardato le facce di persone preoccupate di perdere definitivamente il posto di lavoro. Vogliono solo lavorare con meno burocrazia e la possibilità di poter pescare a dodici miglia dalla costa compresa quella delle isole, quindi, in acque terrotoriali. Chiedono di poter difendere il proprio diritto al lavoro, difendendo l&#8217;ambiente. Lavoratori come agricoltori, pescatori, commercianti scontano l&#8217;incapacità politica di chi governa da anni la Regione. La Sicilia sta pagando pesantemente la crisi sia per le politiche nordiste, che la scarsa attenzione per il Sud del governo Monti.<br />
Luca<br />
<strong>Quando in una società i rapporti si riducono alle sole logiche di profitto saltano gli equilibri, si produce malessere che crea inimicizia e frustrazione. Però crea anche dinamismo e con esso si affermano le basi per il cambiamento.</strong><br />
Cenzi Caruso</p>
<p>La rubrica di Cenzi Caruso ospita colloqui scritti su carta da  donne, ma non solo; commenti, giudizi, opinioni a tu per tu,<br />
discorsi allargati alla gente comune e con la gente; dialoghi su fatti, abitudini, privilegi, malumori, vizi e licenze di un’era peripatetica ed impertinente. Scrivere all’indirizzo e-mail <strong>cenzicaruso@virgilio.it </strong></p>
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