La protesta in Sicilia si allarga. Gli autotrasportatori isolani non riescono a sbarcare il lunario visto il prezzo del gasolio e la lunga percorrenza. Dall’altro lato gli alti costi del trasporto incidono sull’export dei nostri prodotti agricoli che già devono fare i conti con la concorrenza dei paesi africani e della Spagna. Anche i pescatori di Porticello sono esasperati e hanno deciso di bloccare il mercato ortofrutticolo ma poiché nessuno parlava del loro problema avevano deciso di bloccare la stazione ferroviaria di Santa Flavia e far parlare di se. In corteo civile e silenzioso sono andati al passaggio a livello per bloccare tutto ed hanno trovato i carabinieri che cercavano di dissuaderli dal fare il blocco. Una scena vista e rivista tra manifestanti e forze dell’ordine ma che in questo caso stava diventando una tragedia. Infatti mentre i manifestanti erano sui binari ed i carabinieri cercavano di persuaderli e tutti convinti che il capo stazione avesse avvisato su quanto stava accadendo, un treno giungeva in direzione Palermo e rallentava verso la pensilina della stazione. I manifestanti avevano visto il treno ma erano convinti che si fermasse ed, invece, a tirato dritto tra lo stupore e le grida dei manifestanti che per un miracolo sono riusciti a liberare i binari. Il treno di è fermato a poche centinaia di metri dal passaggio a livello ed i manifestanti volevano picchiare il capo macchina.
Una protesta contro le regole europee che limitano di fatto il mestiere di pescatore stava per trasformarsi in una tragedia e solo un miracolo ha permesso che ciò non accadesse. La Sicilia sta diventando il centro di disagio dell’Italia ed i nostri politici non hanno ancora capito che siamo sul punto del non ritorno. Cosa deve accadere per far capire che siamo sull’orlo di una crisi di nervi e non solo…
ecco il manifesto della protesta:
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