(Riceviamo e pubblichiamo) Bagheria ritorna sui media nazionali per un omicidio che coinvolge due famiglie bagheresi. Lasciamo alla cronaca i fatti volendo in questo spazio lanciare un allarme sulla drammatica situazione di un quartiere degradato e al limite dell’umano come lo è senza dubbi, la Contrada Monaco. Sono diversi anni che associazioni di volontariato, la chiesa di Don Bosco richiamano la situazione su di un quartiere ai margini della città. Un luogo dove regna sovrana l’illegalità dettata dalla mancanza di lavoro e, soprattutto, da una istruzione assente. I “casermoni” delle case popolari, fatiscenti e sempre in attesa di eterni lavori di ristrutturazione sono luoghi dove portare il messaggio di legalità è difficile. Ne sanno qualcosa alla Chiesa del Don Bosco, poco distante dal quartiere ed in prima linea nel portare la parola di Dio e non solo quella all’interno delle famiglie ospitate nelle case. L’omicidio è solo il faro che si illumina ogni volta che in questa zona succede un evento drammatico. Il faro, poi si spegne e rimangono piccoli fatti di microcriminalità che rimangono nei soli registri della polizia o dei carabinieri. Basta fare una passeggiata lungo la strada per capire che il quartiere è abbandonato a se stesso. I viali non sono curati e i terreni ancora liberi sono pieni di sterpaglie e incolti. Le case fatiscenti non lasciano dubbi sulle condizione economiche di chi ci vive e nessun parco giochi è visibile. La vicina scuola elementare sembra una piccola isola. La contrada Monaco vive di nulla., ai margini della società. Bisogna lavorare nel sociale per dare un futuro a questa zona. Bisogna riportare i servizi e le associazioni, garantire la legalità e portare all’interno delle famiglie il dialogo e la comprensione. Bisogna riportare in questi luoghi l’amore per il prossimo e per se stessi.
Altrimenti nel prossimo futuro Bagheria si ritroverà nuovamente a dover fare i conti con morti ammazzati, allacci abusivi di luce, acqua e gas, rapine, furti e microcriminalità diffusa. Dare un futuro lavorativo ai giovani ed emancipare un quartiere è un lavoro di lungo periodo e dovremmo essere tutti impegnati.
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