Era una battuta sarcastica, tipica di chi guida dalle nostre parti gridare dal finestrino al prossimo:”machi fà, taccatasti a patente”. Perchè era diffusa l’idea che la patente facilmente si poteva “comprare”. E’ quanto emerge, in realtà, da una inchiesta della polizia che dal 2008 tiene sotto controllo sia i funzionari della Motorizzazione Civile sia i titolari di autoscuole di Palermo e Provincia. Ne esce fuori un quadro di corruzione e di favoreggiamenti nell’ottenere la patente che rispecchia quanto in giro si diceva. La magistratura farà il suo corso, ma le grida tra automobilisti ora hanno una base solida. Riportiamo l’articolo apparso su Bagheriainfo.it:
Blitz anti-corruzione a Palermo condotto dagli uomini della Questura. Indagati alcuni funzionari pubblici della Motorizzazione Civile e titolari di autoscuole e di agenzie disbrigo pratiche di Palermo e della provincia. Dieci persone sono finite in carcere, altre quarantuno sono agli arresti domiciliari. L’indagine, iniziata nel 2008, ha preso spunto da alcuni esposti; in particolare e’ stata accertata l’esistenza di un gruppo di persone, composto da funzionari della Motorizzazione Civile e da titolari di autoscuole, dedite alla falsificazione di attestazioni relative al collaudo, ai cambi di destinazione di veicoli e ad altre pratiche di competenza della stessa Motorizzazione Civile, nonche’ a facilitare illegittimamente il superamento degli esamidi teoria e pratica per il conseguimento e la revisione di patenti di guida.
I funzionari corrotti avrebbero fatto in modo di manipolare l’ordinaria pianificazione delle sedute d’esame, abbinando gli esaminatori “complici” alle varie autoscuole “amiche”. I pubblici dipendenti, coinvolti nell’inchiesta, avrebbero compiuto gli illeciti dietro pagamento di somme di denaro che avveniva attraverso le modalita’ piu’ svariate: all’atto del saluto, oppure la consegna in un cassetto della scrivania del pubblico dipendente indagato, o la consegna di una cartella per pratiche dove gli indagati infilavano il denaro o ancora attraverso un pacchetto di sigarette imbottito di soldi. Centinaia le mazzette finite nelle tasche dei funzionari corrotti filmati dagli uomini della Mobile. Fra gli arrestati ci sono anche titolari di autoscuole di Bagheria. A finire in manette: Nobile Antonino; Lo Cascio Emanuele; Mangano Rosamaria; Speciale Salvatore; Cina’ Sergio Maria Giovanni; Schicchi Francesca; Castronovo Giuseppe; Di Benedetto Salvatore; Catalano Pietro; Ortoleva Giuseppe; Sole Rosario; Sole Giuseppe; La Porta Francesco; Coltelluccio Giuseppe; Musotto Massimo; Messina Giuseppe; Provino Rosa; Patti Giuseppe; Zerillo Vincenzo; Giuliana Leonardo; Armanno Salvatore; Armanno Francesco; Clemente Antonino; Varisco Giuseppe; Terranova Salvatore; Saitta Salvatore; Caroinale Giuseppe; Caroinale Michele; Bosco Sergio; Barbaro Marcello; Pagano Giuseppe; Valenza Giovanni Battista; Valenza Alfredo Maurizio; Valenza Giuseppe Maria; Biondo Francesco; Gambino Lorenzo; Bruno Paolo; Passavia Giovanna; Gambino Marco; Lo Porto Tommaso; Giannini Enrico; Domino Salvatore; Loria Antonino; Russo Ignazio; Licata Giuseppe; Di Benedetto Marcello; Filippone Antonino Nave Salvatore; Lipari Giuseppe; Mineo Giuseppe; Gioietta Alfredo.
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