“La legge è forte, ma è più forte la necessità”. Prendo umilmente in prestito questa massima del grande scrittore Goethe, perché essa rappresenta uno slogan che trova naturale collocazione nella nostra vicenda, quella di 190 lavoratori che rischiano di vedersi negato un diritto, quello del lavoro, acquisito negli anni, e messo in discussione dalla macchina della legge, che sembra voler tutelare chi ha commesso l’illecito, ossia la politica, ivi il potere. La necessità in questo momento ci impone di rivolgerci ai lettori e cittadini dei ventuno comuni del consorzio COINRES, affinché la nostra mentalità dove regnano impotenza e ambiguità, lasci spazio al raziocinio e alla comprensione, evitando di trovare in noi operai, capi espiatori di colpe non commesse.
Siamo stati assunti quattro anni fa, tramite un bando di selezione che era affisso in tutti i comuni, con relative modalità e scadenze dello stesso. In questo periodo abbiamo lavorato con l’euforia dei nuovi assunti e con il miraggio di una sistemazione definitiva. Tengo altresì a precisare che la leggenda metropolitana che ci vede come causa del dissesto finanziario COINRES, è solo un depistaggio delle reali cause, primo fra tutti lo scandaloso nolo dei mezzi, che si sarebbe potuto evitare, acquistandoli, risparmiando così cifre da capogiro, neanche paragonabili alle spettanze dei dipendenti.
Abbiamo vinto l’anno scorso la sentenza di primo grado contro il consorzio, e siamo in attesa febbrile, per conoscere le misteriose cause che hanno indotto un giudice a ribaltare grottescamente la medesima, che in secondo grado di giudizio, aveva sul tavolo le stesse motivazioni. Chiedendo scusa alla popolazione per i disagi che ci siamo visti costretti ad adoperare, per una situazione che ci mortifica nell’animo e che ci ha tolto serenità nelle nostre famiglie, informo la stessa che, negli ultimi tre anni siamo stati licenziati due volte, che abbiamo da poco percepito tramite vertenza spettanze maturate tre anni fa, e che, lavoriamo in gravi carenze igienico – sanitarie, senza servizi igienici e spogliatoi. Questo è quanto i cittadini e i lettori devono sapere!
Massimo Gambino
Lettera aperta a nome di 190 lavoratori che rischiano il posto di lavoro
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agosto 23rd, 2011 at 20:27
si perfettamente d’accordo ma oggi, forse, si vuol far pagare lo scotto a chi, rappresentando l’anello più debole, cioè gli impiegati amministrativi, che sino ad oggi hanno lavorato onestamente e senza un’ora di straordinario !!!!!!!
Ma perchè la devono pagare sempre gli onesti e quindi i più indifesi ?